Alfredo Falletti
Non si capisce se per qualcuno Niscemi stia in qualche desolata landa africana, storia vecchia trita ritrita e padana, ma vi rassicuro. Niscemi sta in Sicilia insieme a tutti quei centri plurisecolari spazzati via dall’uragano Henry che si è abbattuto su Sicilia, Calabria e Sardegna e di cui si parla meno che delle marmitte catalitiche su quelle reti che si scandalizzano per l’irrilevante così da poter ignorare l’importante.
Forse per distrazione non ho sentito parlare famosi giornalisti di raccolte fondi né trasmissioni che sarebbero un corretto sistema di informazione pagato da noi con quello che definisco, forse a ragione, “pizzo di Stato”.
Forse sarò stato distratto – ma ho un gatto di 10chili che reclama attenzioni continue – ma c’è stata l’impressione di qualche presenza con l’aria di chi non poteva fare a meno a meno di esserci per evitare (ulteriori) figure meschine. Però ci sono un sacco di commenti.
I soliti commenti, naturalmente: quelli dei soliti disadattati mentali razzisti che non avranno mai il coraggio del faccia a faccia (saluto parenti e amici, per precauzione, ché del domani nulla si sa) a confermare che “u pisci fete d’a testa”.
Purtroppo questo caso rende noto che la puzza è definitivamente arrivata alla coda.
(28 gennaio 2026)
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