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Uragano Harry. Danni per miliardi, vittime e un sacco di balle dalla politica

Il ciclone extratropicale Harry che ha attraversato il Sud Italia tra il 21 e il 23 gennaio 2026, si è lasciato alle spalle una scia di devastazione fatta di almeno sei vittime accertate e tre dispersi. Un evento meteorologico estremo caratterizzato da raffiche di vento superiori ai 150 km/h e precipitazioni cumulate che hanno superato i 300 mm in meno di dodici ore, ha colpito con particolare violenza la Calabria ionica, la Puglia salentina e la Sicilia orientale. Devastato il porto di Catania, con danni ingenti anche all’interno della città catanese. Strade crollate. Miliardi di danni. E stato d’emergenza.

Dall’allerta rossa alla paura

L’allerta rossa era stata diramata dalla Protezione Civile nella serata di martedì, ma l’intensità dell’uragano Harry ha superato le proiezioni dei modelli matematici. Alle 4:00 di mercoledì, il fronte temporalesco ha impattato sulla costa siracusana scatenando una cella temporalesca autorigenerante su Priolo Gargallo, che ha causato l’esondazione di tre torrenti minori. L’acqua ha invaso i piani terra delle abitazioni e trascinato decine di autovetture in mare e provocando la morte di un uomo di 54 anni travolto dal fango mentre tentava di mettere in salvo il proprio bestiame. In Puglia colpita la provincia di Taranto con il vento che ha abbattuto chilometri di linee elettriche, lasciando oltre 45.000 utenze al buio. Il porto di Taranto ha sospeso ogni attività flagellato da onde che hanno raggiunto i sei metri di altezza, danneggiando gravemente le banchine e le imbarcazioni ormeggiate.

Emergenza anche in Calabria

La situazione più critica si è verificata nel Reggino e nella Locride. Il Prefetto di Reggio Calabria ha dato conferma del crollo di un ponte sulla Statale 106 Ionica, che ha isolato di fatto cinque comuni. Tre i dispersi nella zona, visti per l’ultima volta nei pressi del viadotto poco prima del cedimento. Le squadre del Soccorso Alpino e i Vigili del Fuoco, supportati da elicotteri della Guardia Costiera, hanno effettuato oltre 1.200 interventi di salvataggio nelle ultime 48 ore. Una mareggiata ha flagellato Catanzaro Lido: distrutto il lungomare e divelto le strutture balneari. I danni alle infrastrutture pubbliche e private in Calabria sono stimati preliminarmente in oltre 450.000.000 €.

Il Settore agricolo è in ginocchio

Il settore agricolo è in ginocchio. In Puglia, le piantagioni di agrumi e gli uliveti secolari hanno subito danni strutturali a causa della grandine e della forza del vento con Coldiretti che segnala la perdita totale dei raccolti stagionali in ampie zone del Leccese. Le prime stime dei danni nel settore primario parlano di una cifra vicina ai 120.000.000 €. Sospeso il traffico ferroviario sulla linea Taranto-Reggio Calabria interrotta in più punti per smottamenti; sulla linea Messina-Catania chiusa preventivamente per il rischio di esondazione del fiume Simeto; stop anche ai collegamenti marittimi con i traghetti sospesi per le isole minori (Eolie ed Egadi) causa mare forza 8.

Il Governo ha convocato un Consiglio dei Ministri straordinario per la serata odierna per deliberare lo stato di emergenza. I sindaci dei comuni colpiti chiedono lo stanziamento immediato di fondi per il ripristino della viabilità essenziale e il sostegno alle famiglie sfollate, che attualmente superano le 2.000 unità in tutto il Mezzogiorno. Le previsioni indicano un graduale spostamento di Harry verso la Grecia. Resta arancione in Puglia per il rischio idrogeologico legato alla saturazione dei terreni.

Solite polemiche incrociate tra politici boccaloni. Si tira in ballo persino il Ponte sullo Stretto (che non c’è e si dubita che ci sarà). Meno hanno da dire e più blaterano.

 

 

(23 gennaio 2026)

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