L’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore”, ha inoltrato una diffida al Comune di Brindisi, nell’interesse del Comitato “Civilmente in Centro” e di 51 residenti del centro storico.
La diffida costituisce un punto di svolta nella linea di azione dei residenti e del Comitato per fronteggiare il fenomeno della c.d. “mala movida”, in quanto con detto atto stragiudiziale si è passati dalle semplici segnalazioni alla formalizzazione della richiesta di risarcimento del danno nei confronti del Comune.
Informa una nota stampa inviata in redazione.
Da quanto rendono noto dall’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” i firmatari non intendono fermarsi ed, in caso di assenza di un riscontro concreto da parte del Comune, entro 15 giorni, promuoveranno una azione giudiziale per il riconoscimento del proprio diritto al risarcimento del danno. In altre parole, se il Comune non intavolerà un confronto concreto relativo alla richiesta risarcitoria dei cittadini e del Comitato, il confronto si trasferirà dalle strade della c.d. “mala movida” alle aule di Tribunale.
“I residenti del centro sono ormai esasperati e coloro che hanno segnalato, ormai da anni, formalmente e ripetutamente, anche per il tramite del Comitato nel quale si sono riuniti, al Comune le problematiche legate alla così detta “mala movida” nonché i conseguenti disagi e danni patiti ed hanno sollecitato, in più occasioni, l’intervento dell’Amministrazione, si sono stancati di attendere ed hanno maturato l’intenzione di far valere, ove occorra anche giudizialmente, i propri diritti – afferma l’Avv. Emilio Graziuso, Presidente dell’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” – Il Comune, infatti, ha l’obbligo di gestire la movida e tutelare i diritti dei cittadini, in generale, e dei residenti, in particolare. L’inerzia nel gestire un fenomeno sociale ormai fuori controllo non è più tollerabile”.
Le tesi sulle quali si basa la richiesta risarcitoria dei firmatari della diffida sono avvalorate da quanto sancito dalle pronunzie dei Tribunali già occupatisi di vicende analoghe. In tali procedimenti, infatti, è stato riconosciuto il diritto al risarcimento del danno per i cittadini che avevano denunziato da tempo al Comune di appartenenza le problematiche denunziate (problematiche analoghe a quelle segnalate al Comune di Brindisi dai residenti firmatari della diffida e dal Comitato “Civilmente in Centro”).
Anche nelle fattispecie sottoposte al vaglio dell’Autorità Giudiziaria, l’Ente, però, nonostante tali denunzie, non aveva realizzato politiche efficaci, anche a livello di controlli costanti, per contenere gli effetti della c.d. “mala movida” e la presenza per le strade dei centri storici di centinaia di persone nelle ore serali e notturne.
“L’assenza di misure adottate dal Comune per fronteggiare le problematiche denunziate dai residenti – prosegue l’Avv. Emilio Graziuso – comporta ricadute negative non solo per i residenti ma anche per l’intero tessuto urbano, basti pensare all’inquinamento acustico, alla quiete pubblica, all’insicurezza ed al degrado in alcune zone del centro cittadino nonché al deprezzamento degli immobili”.
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Leggi l'articolo →I cittadini che si sono rivolti all’Associazione “Dalla Parte del Consumatore”, infatti, come già segnalato in più occasione agli enti ed alle Autorità preposte, hanno evidenziato immissioni acustiche intollerabili derivanti non solo da musica ma anche da urla e schiamazzi nel cuore della notte nonché fenomeni di degrado igienico-sanitario, risse, esplosioni di fuochi d’artificio e “parcheggi selvaggi”, i quali rendono invivibile il cuore della città.
“Come ha avuto modo di evidenziare il Tribunale di Milano, in una vicenda analoga a quella verificatasi a Brindisi negli ultimi anni – continua l’avv. Emilio Graziuso – il Comune è responsabile e come tale tenuto al risarcimento per il danno subito dai residenti per aver omesso di adottare provvedimenti volti a contenere la movida.
Con tale inerzia è stato violato il diritto alla salute, al riposo e alla tranquillità dei residenti, tutelato dalla Costituzione e anche dalla Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali”.
E se il diritto alla salute è costituzionalmente garantito altrettanto non può dirsi per forme di divertimento lesive della sfera giuridica altrui.
Dall’Associazione Consumatori fanno sapere, inoltre, che la pronunzia del Tribunale di Milano non è l’unica in materia. Negli ultimi anni, infatti, il riconoscimento del diritto al risarcimento del danno dei residenti è stato riconosciuto da numerosi Tribunali italiani ed al riguardo si è espressa anche la Corte di Cassazione.
(11 aprile 2026)
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