Insomma Michele Emiliano ce l’ha sul gozzo: “Nessuno può chiedermi un passo di lato”, figurarsi Nichi Vendola che risponde via AVS – “Le liste di Avs, le decide Avs” – insomma, è tutto un divismo che sembrano tutti Greta Garbo, che però a un certo punto ha detto ciao ciao ed è sparita. Mica che le si chiedesse di dare l’esempio alla politica di oggi…
Certamente se Antonio Decaro vorrà fare il presidente della Puglia dovrà sbrogliare matasse anche più complicate, metti che questa prima zappa sui piedi sia addirittura un insegnamento… Tuttavia preme sottolineare che almeno pubblicamente il non-candidato Antonio Decaro non ha detto che non vuole che si candidino Emiliano e Vendola; non ha detto che si vuole prendere la responsabilità di negareil diritto costituzionale alla candidatura: ha semplicemente reso noto che se ci sono in lista Emiliano e Vendola lui non tira il carro.
Antonio Decaro punta i piedi: “Non mi candido se ci sono Emiliano e Vendola”
Che fare dunque? Sbrogliare la situazione in qualche modo magari confidando nei sondaggi che danno comunque il centrosinistra vincente, anche grazie ai governi di Vendola ed Emiliano (innegabilmente hanno costruito un consenso), ed aggirando i diktat che provengono da una parte o dall’altra. E’ vero che l’intestardirsi come muli rende difficile trovare un altro cavallo che corra forte, ma la genetica a marchio centrosinistra insegna che son nati per soffrire, dunque soffrano. Senza possibilmente dimenticarsi che l’avversario è un altro e sta a Palazzo Chigi, ha mire da conquistadora e ha la grazia e la determinazione di un panzer.
Verrebbe voglia di scrivere che potrebbero mettere da parte i personalismi e muovere le chiappe, magari parlandosi. Ma si rischierebbe di aggiungere volgarità alla volgarità. E non se la merita nessuno. Soprattutto non la merita chi ci legge.
(15 agosto 2025)
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