di Samuele Vegna
Il mondo deve sapere. Il mondo vuole sapere. Il popolo vuole conoscere la verità e vuole che ogni verità nascosta sia diffusa dai media più potenti, che come al solito ci intrattengono con un silenzio assordante.
Perché la verità, è sempre più scomoda.
Di che cosa parliamo oggi? Di qualcosa che sappiamo dal 1997, la frana di Niscemi, che nonostante progetti mai appaltati, fondi scomparsi o mai utilizzati, c’è, e ora ha sfollato circa duemila persone.
Parliamo della Sicilia, ma anche dell’Italia intera, che ha speso il 44% dei duecento miliardi di PNRR come si può verificare dal sito dedicato https://openpnrr.it/ , buona parte destinati a infrastrutture, all’ambiente, al rischio idrogeologico, al cambiamento climatico e alla transizione energetica. E la Sicilia, di fondi ne ha ricevuti quasi venti di questi miliardi, ma ne ha spesi, in sei anni, il 21%(https://openpnrr.it/territorio/19/sicilia#).
Come spiego in questo video, ritengo che abbiamo a che fare con una cattiva amministrazione che in tre decenni non ha usato i fondi stanziati per gli appalti di Niscemi in un modo che facesse bene a Niscemi, per non parlare di tutta quanta la Sicilia, che già prima di Harry, lamentava un forte dissesto stradale e ferroviario.
È il caso di tuonare dalla rabbia e il popolo lo sta facendo, contro i nostri governanti che fanno passerelle, contro i nostri politicanti che camminano sull’acqua ma che poi non fanno nulla di concreto per il popolo devastato e incazzato.
Ho dunque avviato, come moltə, una raccolta fondi* per le popolazioni colpite che sarà interamente donata a Rete del Dono, questo è il link. C’è molto da fare per il Sud, e per questo Paese. Manteniamo alta l’attenzione, e doniamo.
*L’iniziativa della raccolta fondi, certamente condivisibile, è un’iniziativa personale del nostro collaboratore in alcun modo riconducibile a Gaiaitaliapuntocom Edizioni, Gaiaitaliapuntocom APS o ai suoi quotidiani informativi. L’iniziativa è totalmente indipendente sia dal punto di vista della raccolta dei fondi sia da quello della loro distribuzione e gestione, e ci limitiamo a darne notizia.
(29 gennaio 2026)
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